corniciconcentriche
giovedì, 02 luglio 2009
memorie di una bolla per bene ( autobiografia bagnata di una che non fu mai goccia fortunata )
le bolle di sapone sono molto bellissime e colorate di vari colori e se le soffi ti bagni di acqua e sapone oppure di quel preparato già preparato da chi l'ha preparato e allora ti appiccichi a te stesso ma non in senso che poi non ti vuoi più lasciar andare e diventi protettivo assai nei tuoi confronti ma nel senso che proprio diventi appiccicoso chè il dito s'attacca alla gamba o viceversa. le bolle di sapone io ne conosco una di bolla di sapone che è volata su su su ma così su chè ha superato le nuvole gli aerei e il paradiso pure e allora poi non è più scesa e s'è trasferita lassù e di mestiere esercita l'hobbi di aspettanteamichesuesimili e allora un giorno mentre esercitava lo mestiere suo stanca esausteggiante della solitudo pervadentela moltissimo decise di provare a scendere a tornare giu giu giu sotto il paradiso gli aerei e le nuvole e ne provò di varie assai trattenneva il respiro pensava intensamentissimamente a scendere chissà la volontà quella le avevan detto che funge assai e niente mica e allora volle divenir goccia di preparato per bolla di sapone e tentò di sedurre una fiammella avvicinandosi strusciantemente ad essa chè però le disse oltrechegiàsonfidanzatacolpalloncinodellunapark eppoi t'hocapitafarabbutta ttttu vuoisedurmiemivuoimezzoperlofinetuo. la bolla di sapone allora stanata ma proprio assai tipo da figuradimerdacoibaffi s'accasciò mesta e fece un sogno e sognò la goccia che sarebbe stata se non fosse volata lassùsùsù dov'era ora la goccia che sarebbe stata caduta nella pozzanghera sporca fetida la goccia che sarebbe stata colle amiche altre gocce ecs bolle tutte fetide come in un campeggio sporco a divertirsi e a mai solitudineggiare. destatasi dallo sogno gocciante fetidumeggiante più mesta di prima si disse son desta e son mesta m'affaccio allo balcone della solitudo mia e aspettoti bolla della vecchiaia mia. la bolla di sapone che adesso son passati trentanni e chiamasi lavetustasaponiera è sempre desta ma mai mesta sta sempre lassùsùsù e non sogna più.
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giovedì, 25 giugno 2009
quella che nessuno la può mettere nell'angolo più la canzone d'amore dal titolo canzone d'odio
a bebi non piaceva mica essere messa in un angolo da chiunque a quella micafessa di bebi piaceva che fosse patrick sueiss a farlo. chiamala fess bebi chiamala fess e chiamala pure dicendolo forte fess fess fess. mettimi dove vuoi patrick sueiss disse bebi dett'anche labruttinamicafess io ti porto i cocomeri in cap'almondo io ti spillo tutti i quattrini del papi io se vuoi per te patrick sueiss facciamo all'amore tutta la vita.

canzone d'odio

non me ne frega mica se non vuoi stare con me

anch'io non voglio stare con me

non m'importa niente se era solo un abbaglio

meglio d'un guinzaglio o di un ventaglio chè mica sono vecchia

non mi taglio le vene se il cuore non me l'hai regalato

c'ho quello mio io

(mica ne volevo un altro due cuori non si può non c'è spazio. fine della digression'inutile)

non resto sveglia la notte se mi parli di un'altra ragazza

tanto resto sveglia uguale

canzone d'odio perchè ti odio e sono fatti miei mica tuoi
Scritto da: poligraf alle ore 14:56 | link | commenti (13) | Categoria:
sabato, 13 giugno 2009
sull'apparenza della compostezza di quando c'hai le braccia conserte chenesaituchenesai
titolo ispiratore: il coleottero ferito mostrò più sicurezza nel suo essere feriteggiante di me fritta.

titolo cospiratore: passa tutto chè viene tutto questa è la verità mica un'altra.

esempi pratici senza approfondiment'alcuno: ci stava l'uomo che cammina sui pezzi di vetro che dice che son quattro giorni che ti ama e tu pensi ma dai ma è bugia uomochecamminisuipezzidivetro com'è possibile mai ch'io amo te e tu me e poi ci stava l'uomo colla fede al dito coll'aria di chi ti sta dando una mansione d'estrema importanza senza sapere affatto che gli infissi son permalosi e poi ci stava l'uomo folle follemente innamorato dello terrazzo tramezzato giardinato colli fiori le piante il nero di gomma che faceva gli onori di casa chè tutto è casa per l'uomo folle follemente innamorato della vita ingloriosamente glorioserrima di spacciatore d'invidie altrui travestite da chat baker e di reggicalze reggimoccolo reggimi che ti reggo se vuoi cadere. gl'infissi che permalosi a darsi i bacetti nel trullo di giorno e di notte col buio colla luce col fresco coll'afa col sole colla luna quella piena quella a fettine quella color del fuoco quella color del sole a darseli sotto l'arcobaleno quello tutto intero a darseli sotto l'arcobaleno mezzo vero a darseli col vino colla birra colla pioggia e collombrello a darsi i bacetti nel trullo assai e pochi.

sconclusioni: notte notte smonto riposo mattina mattina.

sconclusioni: merdimonio non c'è odio nel mio amore per te disse colui che suicidossi di nome wallace.

sconclusioni: notte notte smonto riposo pomeriggio pomeriggio

sconclusioni: son finite le noccioline del cornetto algida il resto del cornetto a chi lo do a chi lo do lodo chi illoda le noccioli ne lla panna

mi metto in tasca una piccola mela chè se mi viene fame più tardi la mangio se mi fai arrabbiare te la spacco in testa. 
Scritto da: poligraf alle ore 22:43 | link | commenti (4) | Categoria:
venerdì, 15 maggio 2009
era un pomeriggio quasi sera mezzo giorno e mezza notte un pomeriggio comune di persona
un giorno di pioggia andrea e giuliano incontrano licia per caso e però non era proprio per caso chè licia in realtà quel bambino e quel gatto li aveva adocchiati già d'assai tempo chè diceva sempre alla sua amica serena che serena poi non lo era mica chè avere come nome un aggettivo mica t'agevola nella vita chè serena sempre lo diceva alla psicologa quella che la seguiva dicevale nonmiseguirepsicologa saraimicaunamaniaca no rispondevale la psicologa quattamente quattamente seguentela no rispondevale ancora sono solo una psicologa mandata a seguirti dalla tua famiglia e solo che da sempre prendo troppo alla lettera le cose e allora serena fu sempre meno rappresentata da quel suo aggettivo proprio di persona. allora licia sempre lo diceva all'amica aggettivata che quei due lei proprio li idolatrava e allora voleva conoscerli chè andrea e giuliano erano famosi come duo d'eccezione spesso esibentesi allo stadio delle esibizioni specialissime come attrazione del minuto e allora licia ch'era fanatica tanto che lo padre suo tale marrabbio detto così dagli amici baffuti solo perchè un giorno aveva sparato a uno che voleva rapinarlo perlegittimadifesa disse ilnegoziocollepolpettecostacaro continuò e allora d'allora chiamossi così. questo tale marrabbio voleva chiamarla fanatica nome comune d'aggettivo molto usato nella domodossola bene e però poi la chiamò licia così per far niuno torto alla madre della madre della zia della bisbetica bisnonna. allora andrea e giuliano manco a farlo apposta vivevano con un tipo strano coi capelli strani che pure lui la incontra sta licia qua per caso ma nemmeno tanto dato che lui lavorava nel corpo di ballo spesso esibentesi allo stadio delle esibizioni specialerrime e stavano reclutando ballerine fanatiche groupie pon pon e allora licia era la prescelta solo che pioveva assai e satomi uno furbo coll'occhio furbo col capello furbo decise la sorte di questa puella e la rapii. andrea e giuliano e il tipo strano coi capelli strani andarono a rapinare un negozio di polpette e il sugo delle polpette insaguinò i capelli del tipo strano che gia ce li aveva strani quei capelli ora di più pure. e allora satomi poi se ne innamorò della fanatica di domodossola però ormai il lobo aveva tagliatole e mai smise di sanguinare. il lobo mai bisogna tagliare dicono da quel giorno i saggi del posto.
Scritto da: poligraf alle ore 06:03 | link | commenti (7) | Categoria:
domenica, 03 maggio 2009
che schifo la rima meglio la lima
c'era l'inferno e c'era davvero c'era un mantello di seta nero c'era l'inferno e c'era davvero c'era una zebra col pois nero. la paura è amica del diavolo si conobbero un giorno al militare mentre falsificavano i test di ammissione si dissero patteggianti si scoprirono amanti c'era l'inferno e c'era davvero ora è sepolto in un cimitero. c'era l'amore quello per finta c'era la storia di una distinta. la distinta signora di pelle vestita la propria pelle quella d'una distinta signora chè tanta è la distintezza che di tessuto non valse la pena vestirsi la pelle della signora distinta dalle pelli di altri meno distinti più variopinti. lo gnu parlante disse alla gru si proprio tu c'era la mamma e c'era la mamma dite alla mamma che voglio baciarla dite alla mamma che sono una merda. la paura ebbe molti amanti e il diavolo mai seppelo la paura non ebbe paura di avere altri amanti la paura non conosce paura c'era la sorte quella malefica c'era la suora vestita da prefica. disse giovanni io piego i panni che me ne frega se sei un barbagianni disse giovanni e lo disse davvero che me ne frega mica son vero sono una strega che ruba le mani sono una strega non si allontani. c'era la zia quella col basso quella moderna vestita da tasso c'era la zia e c'era davvero sembrò un sogno ma il pizzico era vero. disse simona sempre da prona disse che palle son sempre più gialle queste mimose non scadono mai io le ritaglio ci faccio un ventaglio. dissero in coro i bambini del coro dissero è vero quello che è vero.
Scritto da: poligraf alle ore 19:30 | link | commenti (9) | Categoria:
domenica, 19 aprile 2009
la storia di mezzoculo come metafora della vita
grazie prego scusi pagherotti disse la ballerina impertinente al ballerino in provetta che visse due volte ma lo seppe di essere vissuto due volte solo dopo la prima morte, apparente però come morte mica morte vera. la morte vera del ballerino in provetta che di nome faceva gustavoeccehomo per gli amici russi cripciny avvenne il giorno della morte d'un personaggio illustr'assai in quel di russia e allora non fece notizi'alcuna la morte di gustavocripciny negli ambienti della russia da bere vodka a tutto spiano chè gli amici russi di gustavocripciny tutti eran'impegnati a lutteggiare la morte del celeberrim'uomo russo morto in quel di russia. trovatosi di passaggio a bari chè c'era la celeberrima fiera dell'est anche nota come fiera dello levante gli amici russi di gustavocripciny che spesso di passaggio venivano in quel di puglia tipo o alla fiera appunto dello levante oppure alla festa della birra a cassano del colle murge oppure alla fiera del crocifisso near bari near near proprio per sfuggire alle temperature abbastanzamente rigide di quel di russia, allora quando in quel di settembre appunto gli amici russi di gustavocripciny giunsero a bari al binario diciassei della stazione centrale di bari centrale si dissero toh dasvidania tipo che ne diciamo se mandiamo uno sms al nostro amico gustavocripciny chè così ci porta alla sera in qualche bel localino della bari da bere birraperoni a tutto spiano e allora inviarono questo sms. ad onor dello vero bisogna per amore della cronaca pura e obiettiva di come andarono i fatti quel giorno ch'era settembre ma sembrava novembre bisogna appunto dire che uno degli amici russi che di nome italiano faceva giannicola italianofilo fissato chè si cambiò il nome all'anagrafe russa quest'amico qua disse che non era d'accordo mica non voleva egli giannicola degli stivali suoi stessi avvisare con uno sms gustavocripciny per qualche torto che non volle mai spiegare a nessuno e che portossi nella tomba russa e fredda in quel di russia. allora però la maggioranza vinse e lo sms fu inviato e constò pure di due sms insieme quel lungo d'un sms e allora mai rispose a codesto sms gustavocripciny che se ci ricordiamo bene era morto e pure da un bel pò e quindi nelle tombe mica i telefoni cellulari c'è campo. e allora gli amici russi molto s'offesero e disserosi tra loro che mai maissimo avrebbero mai cagato di pezza il povero buonanima gustavocripciny per il resto dei suoi giorni. meno male che quello povero buonanima i giorni suoi li aveva finiti già e meno male pure che nelle tombe non si sentono gli amici russi cattiveggianti offesi.
Scritto da: poligraf alle ore 05:58 | link | commenti (6) | Categoria:
martedì, 03 febbraio 2009
i coriandoli quegli opachi dei coriandoli diobau dic'igino dorotea guardava e berta filava e la bava moltissima c'è molta bava
dorotea la guardona che il vento si portò. guardava guardava tutti i fatti di tutti i fatti ella guardava quella guardona di dorotea.dorotea che di secondo nome faceva dorotealaguardona e di terzo nome faceva dorotea vs stregadell'est un giorno dato che c'aveva sta fissa di fare la guardona un sacco dei fatti altrui in case altrui questa dorotea qui ch'era trist'assai del cane suo che eran successe un pò di cose la signora quella bruttona gli amici della fattoria e s'addormì un pò giusto per riposare gli occhi tipo quando dici riposo un attimo gli occhi ch'è stata una giornata particolare un pò sbattuta e allora invece dormi chè poi in quei casi tipo che sono i sonni più bavosissimi chè tipo affoghi nella bava creata da quel riposeggiamento d'occhi che bellissimi quei sonni bavosissimi. e allora s'addormì la dorotea guardona e stanca e pure un pò antica anzi molto antica c'aveva certi capelli dorotea chè davvero alla moda per nientissimo ma nemmeno alla non moda cioè proprio antichi antichi e vabè s'addormì e il vento via portossela colla signora quella bruttona una bicicletta lo cagnolino gli amici tutti come in un frullatore tutti col vento via che disgrazia che catastrofe naturale una casa sradicata e lei quella dorotea guardona che voleva guardare c'aveva avuto proprio una disgrazia tipo una punizione della natura quella generante delle catastrofi chiamate calamità parola che fa paur'assai che se le togli l'accento è bella se glielo metti t'allontan'assai. dorotea la guardona a furia di guardare s'è fatta un sogno con bava ma bello bellissimo mica le chiacchiere morte tipo direbbe un igino ch'io amicheggio e direbbe anche diobaubau.
Scritto da: poligraf alle ore 11:30 | link | commenti (9) | Categoria:
martedì, 27 gennaio 2009
c'aveva ragione lo casellante dello casellato il temperamatite usato troppo duole il dito come la corda al collo pervoidue
il casellante del casellato si nascose dietro il binario e per fortuna che il binario era un binario morto chè se no il casellante del casellato sarebbe stato l'ecs casellante dell'ecs casellato. il casellante del casellato non si nascose dietro un binario morto bensì dietro un binario vivissimo chè quando ci passi da quel binario ti giochi l'automobile e pensi speriamodinonrestareiosedutoallariaapertasenzacoperchiodimacchina. il casellante del casellato prima di morire pensava a quanto da piccolo mica l'aveva mai usato il vicks vaporub mai maissimo e mai l'aveva capito lo perchè di questa circostanza e mai sapeva aveva saputo dei benefici empiricamente dimostrati di esso medicinale il vicks vaporub mai i genitori del casellante del casellato usò esso medicinale. pria di morir codesto modesto non molesto e mai disonesto signor casellante del casellato chè in realtà era nel fiore degli anni avendo lui solo semplicemente e ancora ventinove anni quasi trenta ma ventinove per ancora molt'altro tempo pensò a un'eventualità e cioè pensò che se mai avesse avuto un figlio avrebbegli comprato tanto vicks vaporub ma così tanto che il di lui figlio avrebbe detestato esso medicinale e si sarebbe impiccato con una corda non d'oro e nè d'argento ma una corda di quelle del materiale tipico delle corde quel materiale che se te lo stringi intorno al collo fa male e ti raschi e pensi mammamiachemalestomaterialedellacordaproprio. il casellante del casellato morse così dietro un binario che gli avevano detto per scherzo morto ma che decise di rivivere i morti viventi i binari morti viventi quegli doppiogiochisti assai e allora il casellante del casellato non lo sa ma io il vicks vaporub glielo misi nel cimitero dove giace adesso e lui si ridestò come il binario morto vivente e esso medicinale rivelossi davvero magico assai.
Scritto da: poligraf alle ore 01:34 | link | commenti (4) | Categoria:
martedì, 16 dicembre 2008
lo cuore duole e batte dove la cassa batte senza dolere ( oppure blocchetto del cuore signore delle tempie puah )
i blocchetti quelli belli che ti viene voglia di scriverci quelli che ti viene voglia di scriverci colla matita chè la matita suona bene scrivente scivola senza svegliare nessuno la penna non suona scrivente non sveglia non desta non suscita scrive così stando. i blocchetti belli chè peccato non saper disegnare peccato non saper scrivere senza righe peccato peccato i cuori son facili da disegnare vengono male comunque i cuori quelli spezzati maledetti i cuori quelli sovracitati dei cuori i cuori il vento mai li porta via con dorothi il cane la strega la bicicletta i cuori. i blocchetti quelli bianchi puliti sporcochiedenti quelli chè peccato averli sporcati c'è l'altra pagina son belli profumano la matita ti dice i segreti la penna è pettegola la matita sul blocchetto dai fogli belli bellissimi scivola silente ma non assente stai zitta che è meglio penna del malaugurio mi scusi la penna se bella la penna in questione sa di esser punta puntuta è una bella parola. puntuta puntuta puntuta. sul blocchetto quello bello colla matita s'annota del signore che non si fece le tempie sue. sul blocchetto dai belli bellissimi fogli la storia di uno che disse stai attento alla tempia cominciò così ridevamo e poi la tempia fors'offesa ribellossi e finiii che piangemmo. sul blocchetto della mia scrivania il signore lo cancello colla gomma quell'invadente profumata inzozzante bella fantastica bella la gomma meno il temperino bisogna saperl'usare. un giorno in banca rivelossi un giorno in banca non come gli altri.
Scritto da: poligraf alle ore 16:24 | link | commenti (4) | Categoria:
mercoledì, 10 dicembre 2008
lo schiaccianoci arrugginito la noce non rischia malattie la ruggine sul cuore un giorno a gouvià
la parola zoccolo fa male ma non quanto lo zoccolo se t'arriva in testa.

il gamberetto raffreddato le mani fredde del toccantelo i guanti se c'hai la ferita ti brucia la ferita il guanto corrode il guanto protegge quasi mai. il gamberetto raffreddato di pomeriggio di mattina di sera sempre raffreddato sempre triste il gamberetto da piccolo era già grande. la petulanza un giorno decise di impersonare la signora petulante ma il gamberetto non ne sapeva nulla e allora pensò di essere sempre l'ultimo a sapere le cose. il gamberetto nacque raffreddato nel 1090 da padre oriundo e madre esibizionista di calcutta. hanno cambiato il nome a bombay e nessuno mi ha detto niente. le scarpe della superga se piove non servono mica le scarpe della superga e i piedi nudi nacquero da stessa madre e stesso padre poi furono separati per un esperimento e i piedi nudi furono mandati in campagna nella casa del gamberetto e vissero come contadini felici e incorrotti e le scarpe superga rimasero colla madre col padre vero protetti in una scarpiera di vetro di un loft di san francisco e un giorno il gamberetto raffreddato ma molto molto buono giusto e tutti gli aggettivi belli volle portare alla luce la verità ma mica la sapeva la verità chè lui era sempre l'ultimo a sapere le cose. il gamberetto raffreddato io gli voglio molto bene e lui non lo saprà mai chè nessuno gli dice le cose.
Scritto da: poligraf alle ore 13:58 | link | commenti (2) | Categoria: